Virus

Al cospetto dell’obbiettivo fotografico, piccoli oggetti tridimensionali, partoriti come micro sculture polimateriche, rivelano la loro forza espressiva sfuggita al limitato occhio umano.

Ora, similmente ai virus intrappolati nei vetrini del microscopio, vogliono liberarsi e contaminare l’ambiente circostante,  occorre, a questo punto, una mutazione digitale al fine di  catturare anche uno sguardo distratto. Moderne tossine, cariche di colore, brillano in video.

Infine è necessario un palcoscenico, una superfice che accolga il fantasma etero della dimensione cubica. Unica scelta, unica soluzione, unica via percorribile a occhi chiusi, il metallo  pulsa nelle vene. Freddo metallo unica certezza.

Tutto è soggettivo e meravigliosamente imperfetto.

© 2008-2019 Emanuela Bergonzoni. Tutti i diritti riservati